sabato 6 agosto 2011

Dal paradiso all'inferno

Oggi giornata pesantissima: mi aspetta un viaggio di 850 km da Alpine, Wyoming a Moab, Utah. Da una temperatura massima di 25° ad una che arriva sopra i 40°; da alberi, fiumi e laghi, alla loro quasi completa assenza; dal verde degli alberi al rosso delle rocce bruciate dal sole.

In effetti il percorso poteva essere di 150 km più breve e due ore più veloce. Ma invece dell'autostrada che passa da Salt Lake City, ho preferito mettere insieme svariate strade panoramiche. Il risultato è stato di ottenere un percorso panoramico - e lo è stato davvero - per 700 degli 850 km.

Ho incontrato e purtroppo, passato in fretta, posti bellissimi che hanno reso il viaggio molto più confortevole.

Ad esempio nella foto che segue c'è un panorama da quella che era la vecchia strada per l'Ovest prima che arrivasse la "strada ferrata", ed è anche stata la prima volta che nella giornata sono salito (e poi sceso) di 1000 metri per fare il primo valico.

Bridger National Forest, Wyoming

Da lì sono passato in Utah, facendo il secondo valico, salendo di nuovo di circa 1000 metri

Ashley National Forest, Utah

Ahsley National Forest, Utah, dalla sommità del valico
Da lì la strada ha iniziato a diventare sempre meno verde, gli alberi piano piano spariscono, per apparire solo in riva ai fiumi, i cespugli si diradano sempre più e si entra in una zona semi-desertica che visiterò nei prossimi giorni.



Qui è concentrato il maggior numero di parchi nazionali: Arches N.P, Canyonland N.P., Capitol Reef N.P., Bryce Canyon N.P, Zion N.P. che spero di visitare nei prossimi cinque giorni. E sempre da queste parti c'è la Monument Valley. Il difetto? Alle 8 di sera il termometro dell'auto segnava 30 gradi, venti in più di quanti ne aveva stamani Alpine.



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Acqua e Fuoco - Yellowstone - 3^ parte

Ed eccomi ancora a Yellowstone, per l'ultima giornata di visita.

La giornata è iniziata presto, volevo vedere alcuni punti illuminati dal sole del primo mattino, come suggerito un po' dappertutto e completare alcuni sentieri particolarmente faticosi. Il termometro uscito dal motel, verso le 7 del mattino, segnava circa 8° gradi. Ieri allora era ancora più freddo.

Il sentiero difficile di cui vi parlavo è il "Sentiero dello Zio Tom" (non quello del libro): un percorso di non so quanti gradini che scende dentro il Yellowstone Canyon. Per fortuna oggi c'è una "comoda" scala e non c'è più bisogno di tenersi ad una fune come quando lo "Zio" Tom Richardson creò il percorso molti anni fa. In fondo la vista della cascata dal basso è davvero spettacolare

Lower Falls - Yellowstone river
Ma anche il canyon non è male.



Dopo essere tornato a visitare altri punti con un sole migliore, ho lasciato Yellowstone e mi sono spostato nel parco nazionale che è subito a sud, il Grand Teton N.P., un parco di laghi, boschi e montagne.

Tetons
A causa del poco tempo mi sono limitato ad una visita alle "cascate nascoste" vicino al Jenny Lake e al vicino "Punto d'ispirazione". E lì finalmente è successa la cosa che aspettavo da una settimana! Un turista giapponese stremato mi ha chieso "Ne vale la pena?" ed ho potuto dire la risposta che mi ero già preparato "Certo, è meraviglioso". Il sentiero in effetti per oltre un miglio era una salita ripida su un percorso stretto di rocce scivolose con un baratro accanto a te. Stupefacente vedere i bambini di 6/7 anni che si muovevano come pesci nel mare seguiti da genitori stremati.

Vista del Jenny Lake dall'Inspiration Point

Con questo ho concluso la mia visita anche a questo parco e sono andato a Jackson, la città subito a sud del parco: questa aveva oltre 9000 abitanti: non c'ero più abituato a città così grandi. I motel sono tutti presi o costano 300 dollari, ma per mia fortuna un gentile portiere di uno di questi motel costosi:

  1. si informa su dove potevo trovare un motel per la cifra che volevo spendere
  2. telefona al motel che mi consigliava per sapere se c'era posto, mi comunica i dati
  3. telefona di nuovo per prenotarmi il motel
Arrivato al motel mi danno una stanza che era anche carina, peccato che non era stata rifatta. Così mi danno l'unica stanza rimasta libera, la suite pacchianissima. Il ristorante accanto al motel, l'unico raggiungibile a piede, era un ristorante italiano: io volevo evitarli, ma il ristorante italiano ad Alpine, località di 800 abitanti del Wyoming, sono curioso. Ma su cosa e come ho mangiato ve ne parlerò un'altra volta.



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giovedì 4 agosto 2011

Acqua e Fuoco - Yellowstone - Parte 2^

Rieccomi a parlare di Yellowstone.

La temperatura stamani era davvero bassa: 8°! In tutta la giornata non ha mai superato i 20. Bello!!
Quello che invece non è bello è leggere le previsioni del tempo: pioggia sopra yellowstone dopo le 3 del pomeriggio. C'è stato bel tempo in giornate in cui dovevo solo andare da un posto all'altro e oggi che voglio visitare il parco, piove. Sigh.

Code e parcheggi devo dire peggiorano ancora: adesso sono arrivato a vedere auto parcheggiate fuori posto, praticamente in mezzo alla strada rendendola di fatto a senso unico. E potete immaginare che un conto è parcheggiare fuori posto una panda, un conto un 4x4 americano che potrebbe trasportare la panda. Alla fine non siamo poi tanto diversi.

Oggi come vi dicevo, giornata di "Fuoco", sperando che non piova troppo.

La prima tappa è il Mammoth Hot Springs, i cui colori davvero ti incantano. Alcuni turisti giapponesi anche troppo che si sono messi a toccare l'acqua che ci scorre sopra sebbene ci fossero cartelli "Acqua acida ad alta temperatura". Volevano vedere se era vero: era vero.

Mammoth Hot Springs - Aphrodite Terrace


Tornando verso sud si incontrano vari geyser, più grandi e meno grandi e la grand prismatic spring. Purtroppo i colori non risaltano bene a causa del cielo nuvoloso.



Grand Prismatic Spring - domani spero di riuscire a fare foto con un tempo migliore.

Infine ho aspettato un'ora e mezzo per vedere il geyser "Sempre fedele", nel senso che è estremamente puntuale. In genere i geyser sono molto poco predicibili e come dice un cartello "I ranger non controllano l'eruzione del geyser". Ma davvero? Sarei curioso di conoscere la persona a cui è venuto il sospetto.

Alla stessa ora purtroppo almeno 4 geyser di Yellowstone hanno deciso di eruttare contemporaneamente e quindi la potenza del "mio" è stata affievolita.

In serata ritorno a Big Sky, ma stasera niente bistecca. Domani ultima tappa a Yellowstone.

Acqua e Fuoco - Yellowstone - Parte 1^

Ed eccomi a Yellowstone, il famoso parco dell'orso Yoghi.

Arrivarci da Thermopolis è stato un altro viaggio nel mezzo del nulla, almeno fino a Cody. Da Cody a Yellowstone si può dire che c'era traffico, nel senso che ogni c'era un'auto dietro di me o davanti a me.

Ma veniamo agli eventi salienti della giornata:

  • per la prima volta da quando sono qua, ho dovuto cercare un parcheggio e mi sono anche visto rubare un parcheggio da un americano;
  • finalmente la temperatura è scesa sotto i 30°, si respira un po'.
Tra l'altro in uno dei tanti parcheggi affollati si era messo a girellare comodo comodo un bisonte costringendo tutti a manovre varie per evitarlo: lui dalla sua strada non si sposta e nessuno osa suonare il clacson perché potrebbe risentirsi e sfasciarti l'auto.

La giornata di oggi a Yellowstone è stata perlopiù dedicata all'acqua, salvo una visita al vulcano di fango che era sulla strada.

Ho così incontrato il lago Yellowstone.


Purtroppo il paesaggio in alcuni punti è un po' triste perché un grosso incendio ha distrutto una bella fetta del parco.

Dopodiché sono passato al vulcano di fango, uno dei tanti fenomeni vulcanici del parco per cui è tanto famoso.



Ma senza dubbio la parte più scenografica è il canyon e le cascate che ci sono. Di sotto vi riporto una delle tante foto scattate dalla cosidetta "vista dell'artista".

Artist View - Yellowstone

Il canyon di Yellowstone visto dall'orlo della cascata

Comunque la migliore descrizione di questa parte è nei video che ho girato. Davvero spettacolare la vista dall'orlo della cascata che qui si vede nello sfondo: un salto di 100 metri. 

Alla sera arrivato a Big Sky, nel Montana, dopo una lunga coda per uscire del parco sempre causata dai bisonti che si erano messi in mezzo alla strada, mi sono mangiato una bistecca che devo dire è davvero buona.

Domani la tappa "Fuoco" con i geyser e gli altri fenomeni vulcanici.


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mercoledì 3 agosto 2011

Attraverso il Wyoming

Oggi mi sono concesso una mattina tranquilla ed ho fatto qualche buca a golf in uno dei tantissimi campi da golf che ci sono. Era tanto che non giocavo e si è visto: ho giocato davvero male.

Nel pomeriggio un breve giro attorno alla Devil's Tower. Poi ho semplicemente attraversato il Wyoming da est verso ovest, percorrendo per lunghi tratti da solo la I-90. Non capita sempre di essere l'unica auto in una strada a quattro corsie per miglia e miglia. Accanto all'autostrada praterie con mucche di quando in quando - c'era anche il cartello "Il Wyoming è uno stato di allevatori, mangia manzo!" - poi il paesaggio è diventato aspro e collinare e sono sparite anche le mucche. Passata Gillette - saranno le lamette a dare il nome alla città o viceversa? - un altro cartello "Prossimo distributore di benzina, 66 miglia [circa 100 km]".

Ma parliamo un po' di queste strade americane. Sono in asfalto e qui finisce la parte in comune con le nostre. La segnaletica è molto diversa e anche molto più chiara. Ad esempio sui limiti di velocità: quando sta per diminuire trovi il cartello "Tra tot limite di velocità tot, rallentare". Non sono rispettati quasi da tutti, ma quasi. Curiosamente si trovano strade a "tre corsie": due in un senso di marcia ed una nell'altro. Il fatto ancora più curioso è che si può sorpassare dalla direzione che ha una corsia invadendo le due corsie dell'altro senso (?): mi sembra folle, ma è anche vero che sono strade deserte. E comunque c'è il cartello "Sorpassa con attenzione". E' anche bello trovare tantissime indicazioni, tipo "Le rocce alla vostra destra sono granito pinco palla di 3 miliardi di anni" oppure i tanti "Historic marker": cartelli sistemati nell'area di sosta che raccontano un fatto rilevante accaduto nel passato.

Finito il paesaggio brullo attraverso la "Bighorn forest" e lì il paesaggio è decisamente migliorato. A proposito di cartelli a un certo punto trovo "Tra un miglio curva pericolosa, rallentare": penso tra me e me, certo che lo dicono in anticipo! Poi un susseguirsi di cartelli sempre più allarmanti e poi arriva questo tornante, dopo una discesa piuttosto ripida, che inizia quasi con una curva a gomito: se per caso esci di strada salti in un dirupo per almeno 200 metri. 

E alla fine sono arrivato a Thermopolis.



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lunedì 1 agosto 2011

Strada statale 89

Questa volta il nome inganna. La statale 89 del sud dakota è una delle strade più affascinanti che si possano percorrere.

Ma andiamo con ordine. Le previsioni del tempo parlavano di temporali e mi stavo già rassegnando ad una giornata così così. Ma la vita è piena di imprevisti. E, in positivo, non sono mancati. Chissà quando pagherò il conto...

La prima tappa "standard" è al monte Rushmoore, dove 60 anni fa sono stati scolpiti i volti di 4 presidenti. L'impresa in effetti è notevole.


Proseguo il giro e mi inolto nel Custer state park: non mi ispira molto (e scoprirò di sbagliare), ma spero almeno di riuscire a vedere un bisonte. Durante il "wildlife loop" incontro animali che non sembrano aver mai incontrato l'uomo prima di oggi.


Se rallentavo con l'auto mentre gli passavo vicino, si destavano dal dolce far nulla e mi venivano incontro sperando che di mangiare qualcosa: sono stati troppo viziati dai turisti americani che sfidano le regole e la multa "fino a 100 dollari" per chi nutre gli animali. D'altra parte il secolo scorso J.K. Jerome scriveva circa inglese e tedeschi che in germania ci sono talmente tante regole e divieti che qualunque inglese troverà un sacco di divertimento nel violarle.

Dopo essere uscito dal parco per andare a fare benzina e mangiare un boccone nella città vicina - almeno sarebbe stata vicina se avessi girato a destra invece che a sinistra andando così a 30 miglia di distanza - finalmente trovo la balena bianca, cioè il BISONTE. Ovviamente subito dopo essere uscito dal parco e dal suo "wildlife loop".


Dopo aver fatto il pieno di benzina più caro che potessi fare proseguo la visita nella zona montuosa del parco che mi stupisce per i laghi, i panorami, le formazioni rocciose. In particolari i famosi "needles", delle formazioni rocciose appuntite.





Il viaggio prosegue fino ad arrivare _dentro_ i needles!

Da lì ho preso la via del ritorno, quando vendo un cartello "Crazy Horse", un monumento a Cavallo Pazzo, il famoso indiano assassinato. Anche se è tardi vado a vederlo e scopro che agli americani piace proprio scolpire le montagne.


I lavori proseguono da 60 anni e non sono neanche a metà. Il tutto è pagato da privati perché lo scultore-ideatore-finanziatore iniziale ha rifiutato, ed ora i figli, ogni aiuto pubblico. Secondo la guida, sarà finito tra un centinaio di anni.

Ma la statale 89? Eccola

Davanti alla mia auto mentre guidavo.

Questo tunnel dove a stento ci passa un'auto, porta all'interno dei needles.
E non vi ho raccontato neanche la metà.

Finita la gita sono andato a Sundance, Wyoming. Quello del Sundance Film Festival. E sopratutto con 20°, finalmente una temperatura umana!




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Omen Nomen

I francesi le chiamarano terre difficili [da attraversare] ed è rimasto il nome Badlands. Siamo nel Sud Dakota, nel sud del sud dakota in effetti.

Mi sveglio di buon mattino, faccio la mia colazione americana con pancake, latte e cereali, frutta e mi metto in viaggio. Per strada trovo "Scenic View 1 mile ahead". Mi fermo ed ho il mio primo impatto con questo posto stranissimo, anche se ancora sono molto lontano. Mi faccio scattare una foto e mi chiedono di dove sono. "Italy", rispondo. E l'altro: "ecco, io vorrei andarci in Italia" e la madre aggiunge che in effetti è bellissima. Come si dice, chi ha il pane non ha i denti.

Arrivo al parco nazionale e il ranger, anzi la ranger, mi vende il pass nazionale per tutti i parchi americani. Un altro centone vola via.

L'accoglienza alla prima camminata non sembra delle migliori.

Anche se poi in effetti non ne ho visti, ma penso che in un mese capiterà. Da lontano. Voltato l'angolo, non in senso metaforico, trovo un paesaggio davvero surreale.


Cosa riescono a fare tempo, vento ed acqua!!

Nella seconda parte della giornata proseguo, dopo aver fatto tutti i percorsi a piedi umanamente possibili con oltre 40°, mi metto alla guida nella parte del parco piena di "wildlife" ed in particolare i famosi bisonti o bufali americani, come li chiamano loro.


Non è proprio un bisonte... Ma è stato il miglior esempio di "wildlife" trovato nel parco. E sì che mi sono anche fatto 40 miglia di strada sterrata che è servita solo ad impolverare l'auto.

Deluso dalla mancanza di bisonti, riparto e mi avvicino alla seconda meta.


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