venerdì 19 agosto 2011

Pizza con i peperoni

Ho così lasciato San Francisco, ancora immersa nella nebbia. Recuperare l'auto non è stato banale perché il parcheggiatore aveva stipato auto ovunque tranne che una sopra l'altra: ne ha dovute spostare sei per far uscire la mia.

Ho fatto una breve visita nella Silicon Valley. "Non vorrete affidare la sicurezza nazionale a qualche diodo al silicone", diceva maltradotta una battuta di un film degli anni '80. Perché "silicon" si traduce con "silicio", il componente di base di tutta l'elettronica. Qui intorno ci sono proprio tutti, tranne la microsoft. Io ho visitato il famoso GooglePlex: dall'esterno e senza far foto perché era proibito anche passeggiare dentro il loro giardino.

Si respira un'aria di vacanza: qua alcuni giocano a pallone, là altri a baseball, delle ragazze a pallavolo. In molti mangiano, era l'ora del pranzo, all'ombra degli alberi in dei bei tavolini per 4/6 persone. Tutti rigorosamente con il tesserino che li qualifica come dipendenti di Google. Alcuni camminano con le famose biciclettine di Google e nessuno che alza la voce o sembra avere fretta. Li vedi tutti muoversi e parlare come se fossero ad un picnic. E' famosa Google per questo.

Dopo vari altri giri mi sono fermato nel mio terzo Pizza Hut e questa volta ho chiesto la famosa "Peperoni pizza". Curioso di assaggiare questa famosa pizza americana presente in tutti i film americani e tradotta come "pizza con i peperoni". Forse sono l'unico che non lo sapeva, ma la "Peperoni pizza" è la pizza alla diavola o pizza con il salamino piccante. Ho anche chiesto al portiere se in america usa anche una pizza con i peperoni e per non sbagliare ho proprio mostrato l'ortaggio. Lui non l'ha mai mangiata e cmq non è comune. La loro pizza classica è questa e per essere più preciso mi ha spiegato che il salamino piccante è un oggetto di forma cilindrica con un impasto di maiale piccante che poi viene tagliato a fette sottili... Ma guarda!

La cosa che mi fa sorridere è come da noi in Italia si trovi davvero la "pizza con i peperoni" e, secondo me, molti la prendono spinti dalla curiosità dei tanti film americani  dove questi ultimi sembrano così golosi di questa pizza!! Posso anche capirli, io adoro la pizza con il salamino piccante.

Potete approfondire qui (in inglese).

Ma potranno i traduttori dei film inventarsi una pizza tipica americana?


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Welcome to San Francisco - Parte 2

Giornata di mezzi pubblici piuttosto intensa: al mattino visita al museo della scienza, poi dalla parte opposta della città al museo di arte contemporanea e quindi in serata c'è il musical alle 20.

Inizio dal museo dove ci sono varie esposizioni interessanti, in particolare un filmato di circa un'ora nel planetario sull'origine della vita - sembrava proprio di entrare dentro il filmato - e la visita alla foresta pluviale.
Molto curioso anche il famoso pendolo di Foucault, un famoso esperimento sulla rotazione terrestre che dal vivo non avevo mai visto.

Uscito nel primo pomeriggio dal museo della scienza, vedo sprazzi di sereno. Al che penso che potrebbe essere il momento buono per la crociera nella baia, così ritorno a market street da cui prendo la famosa cable car, l'autobus caratteristico di san francisco che mi porta al molo 41 da dove parte la nave.

Cable Car - Market Street - San Francisco
Purtroppo il tempo sopra la baia non ha gli stessi sprazzi di sereno ed è completamente coperto. Il Golden Bridge rimane per metà dentro la nebbia, si riesce ad avere una vista dell'isola di Alcatraz (che è anche possibile visitare).

Alcatraz - Baia di San Francisco
Finita la gita mi concedo un piccolo shopping nel "mio" Fisherman Wharf dopodiché prendo l'autobus per andare allo spettacolo. Mi siedo al mio posto, sono forse un paio di file troppo avanti, ma per il resto è un posto ottimo. Lo spettacolo è davvero bellissimo, tre ore che volano via.

Fuori dal teatro, alle 11.30, passano vari autobus, tra cui il mio che intorno a mezzonotte mi riporta nei pressi dell'albergo: certo la notte di San Francisco non è da questi parti perché ora è tutto chiuso e le strade sono completamente deserte. Nei dieci minuti che cammino dalla fermata all'albergo incontro una persona e un'auto.

Domani spero di completare il programma di San Francisco e poi mi sposto nel pomeriggio nella Silicon Valley.

Welcome to San Francisco - Parte 1

La visita di San Francisco è stata caratterizzata costantemente da due aspetti: il vento gelido e la nebbia. Sono riuscito a vedere qualche sprazzo di cielo sereno solo nel pomeriggio del secondo giorno.

Ma andiamo con ordine. Lascio il mio confortevole appartamento e mi sposto verso sud: ad un certo punto attraverso un ponte che è il ponte - il Golden Gate Bridge - ma è tutto talmente avvolto nella nebbia che quasi non me ne accorgo. Peccato, mi sarebbe piaciuto godermi un po' questo ponte.

Il Golden Gate Bride dal punto panoramico - San Francisco (3 pm)

Mi dirigo al centro informazioni turistiche per reperire una mappa della città e compro il "City Pass" che permette l'accesso a tre musei, all'acquario, ad una crociera nella baia e l'accesso illimitato a tutti i mezzi pubblici per sette giorni. In particolare c'è il museo della scienza ed io ci vado a nozze.

Mercato tra Union Square e Market Street - San Francisco

Mi dirigo con l'auto nel Golden Gate Park - il parco di San Francisco stile Central Park - e scopro che proprio oggi il museo della scienza è gratuito. Infatti c'è una fila lunghissima. Decido di rinviare al giorno seguente e visito un altro dei musei del city pass che ospita una mostra di Picasso (si paga a parte).

Dopo il museo visito il giardino botanico e quindi me ne vado in albergo. Mi compro un biglietto per il musical Billy Elliot. Dopodiché scendo nella hall e mi gusto l'aperitivo offerto dall'albergo e poi esco a fare un giro nel turistico Fisherman Wharf, quartiere ormai pieno di negozi per turisti. Arrivato più per caso che per intenzione al famoso Molo 39 vedo che ho l'opportunità di visitare l'acquario che, stranamente, chiude alle 8. In genere tutti i musei qui chiudono tra le 5 e le 6. L'acquario, su tre livelli, consente un'esperienza davvero immersiva.

A questo punto penso di cenare in uno dei ristoranti del posto - tutti italiani - ma poi desisto: proseguendo la gita proprio lungo l'oceano non mi mancherà occasione di mangiare buon pesce in ristoranti migliori e probabilmente più economici. Rinunciare non è così difficile perché trovo una panetteria che sforna pane fresco 24 ore su 24. E così ceno a pane e acqua. Qualcosa che mi mancava.

Purtroppo il tempo non mi ha consentito di fare foto migliori.


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giovedì 18 agosto 2011

Immerso nella nebbia

Eccomi di nuovo qua: riesco a scrivere solo ora questo post. Il blog aveva smesso di funzionare e non mi permetteva di inserire nuovi post da un paio di giorni.

Dopo aver lasciato Yosemite mi dirigo verso nord di San Francisco con l'obiettivo di vedere l'oceano: in effetti riesco a vederlo, ma da pochi metri di distanza perché il sole splendente che avevo sopra di me per tutto il tempo, diventa improvvisamente nebbia esattamente lungo la costa. E' il clima tipico di queste parti.

Comunque appena intravedo una spiaggia parcheggio l'auto e scendo lungo la spiaggia. Così scopro che non è solo nuvoloso/nebbioso, ma c'è anche un bel vento gelido. Incredibile quanto fa freddo. Davanti a me c'è l'oceano che non trasmetta quella sensazione di immensità dato che si vede solo per pochi metri. Ciò che mi stupisce sono invece i bagnanti! Ci sono più di una persona in costume da bagno, per lo più ragazze, alcune delle quali si buttano anche in acqua.

Io avevo letto che l'acqua dell'oceano in quella zona è molto fredda, così mi avvicino prudentemente per bagnarmi i piedi e sentire che effetto fa. Sembrava acqua con i cubetti di ghiaccio dentro!! Talmente fredda che a stento riesco a tenere i piedi in acqua per il tempo del riflusso dell'onda sul bagniasciuga. Sono ancora più stupito che qualcuno riesca a farci il bagno!

Verso sera vado nella città del mio motel. Credevo di aver prenotato a Jenner, oscuro paesino lungo la costa con 150 abitanti, invece il sito web mi aveva prenotato in un motel a 20 miglia da Jenner. Un paesino della Sonoma County. Questa zona è tutta vino e agricoltura biologica.

Trovo il mio motel viaggiando molto lentamente lungo la strada, cosa che un motociclista mi farà notare con un gesto internazionale dopo essere riuscito a superarmi. Il motel è grazioso e soprattutto mi hanno dato un'altra camera rispetto a quella prevista: questa è un appartamento con sala, angolo cottura, due camere, bagno. Veramente bella.

Mi sono anche fermato a mangiare nel paesino vicino dove come "antipasto della casa" mi hanno portato dei formaggi, del pane quasi italiano abbrustolito con dell'olio d'oliva - mai trovato prima - e una sorta di affettato che era nel sapore simile alla finocchiona. Come piatto principale devo dire che la carne, senza intrugli, non delude mai.

La mattina dopo sono partito per la mia visita di San Francisco, dove sono adesso. Adesso scappo, vado a vedere un musical che inizia tra un'ora. Era quasi esaurito, ma io sono da solo ed ho trovato un ottimo posto centro platea.


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lunedì 15 agosto 2011

Un mondo incantato

Così appare Yosemite di mattina presto: cascate, alberi, montagne alte intorno a te, fiumi che scorrono. C'è una grande sensazione di armonia e pace.

Ho iniziato il mio giro dalla Yosemite Valley con le sue famose cascate che ancora ad agosto sono visibili: in genere in estate si prosciugano. Ce ne sono diverse e tutte con salti molto alti.

Bridalveil falls - Yosemite Valley - Yosemite N.P.
Ho fatto varie passeggiate che mi hanno permesso di ammirare le cascate anche più da vicino, ma la passeggiata per arrivare sul'orlo delle Upper Falls, 800 metri + in alto (8 ore, di cui le prime 4 in forte salita) ovviamente non l'ho fatta. Ho tentato di arrivare ad un punto in alto ad un terzo del percorso, ma si è rivelato troppo difficile anche quello.

Dopo essere tornato distrutto all'auto, ho cercato di andare allo Yosemite Village per vedere il documentario sul parco al centro visitatori. E lì è finita la fiaba del parco perché mi sono trovato in una ressa di automobili incredibile: ne ho viste di tutti i colori, auto parcheggiata in aree "riservate per veicoli d'emergenza", in tutti i parcheggi per disabili (magari erano davvero disabili). Il caos più totale. Suona ridicolo l'invito ad usare la navetta all'interno del parco e di lasciare l'auto al parcheggio, dato che tutti i parcheggi erano anche troppo completi. Alcuni talmente pieni che permettevano solo di uscire e non di entrare (questa non l'avevo mai vista). Per strada poi si procedeva a passo d'uomo.

Così me ne sono andato ad un altro punto del parco, Glacier Point, da cui si può ammirare la valle dall'alto.

Tunnel View - Yosemite Valley - Yosemite N.P.

Una cascata vista da Glacier Point - Yosemite N.P.
Anche lì tanta gente, ma sono riuscito a parcheggiare.
A questo punto ho pensato di andare a vedere le famose sequoie, poco lontano. Strada facendo trovo un cartello "Parcheggio pieno, usare la navetta". Arrivato al parcheggio della navetta c'è un cartello "Il servizio navetta termina alle 5". Era un quarto alle cinque. Insieme ad una famiglia di italiani chiediamo ad un autista se davvero termina alle 5: noi vorremmo prendere la navetta, anche perché così dice il cartello, ma ci viene il dubbio di non poter poi tornare indietro. La risposta americana è la seguente "Il servizio termina adesso, ignorate il cartello tanto ormai il parcheggio non è più così pieno". Ovviamente tutti hanno avuto la stessa risposta e tutti hanno fatto la stessa cosa: risultato 40 minuti per trovare parcheggio con situazioni imbarazzanti in cui dovevi fermarti in mezzo alla strada, aspettare con comodo che qualcuno se ne andasse, ignorando i clacson dietro di te e poi parcheggiare sperando di non prenderle da quelli dietro di te. Io personalmente non ho fatto così, ma molti sì. Tra l'altro un cartello vieta e sanziona questo comportamento esplicitamente.

Visto il caos totale che si era creato hanno prolungato il servizio navetta fino alle 20: ovviamente tutte navette vuote perché ormai avevano detto a tutti che il servizio terminava alle 17. L'organizzazione in questo parco ha decisamente fallito.

La passeggiata in mezzo alle sequoie comunque alla fine è stata molto appagante: le foto purtroppo non rendono l'idea dell'immensità e dell'altezza di questi alberi, ma ho ritrovato quella sensazione unica del mattino.

Tornando al motel, a due ore circa dal parco, mi sono fermato a mangiare un boccone tipico americano. Devo dire che fino a che si evitano intrugli e salse, scegliendo piatti cucinati in modo semplice, non si mangia male. Anche perché una braciola alla griglia, più o meno, è uguale dappertutto così come le patate bollite condite con l'aglio.

Domani faccio una tappa di avvicinamento a San Francisco, e mi porto lungo l'oceano a nord della città.


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domenica 14 agosto 2011

Goodbye God, I'm going to Bodie

Si dice che questo abbia scritto una ragazzina nel suo diario sapendo del trasferimento della sua famiglia da San Francisco alla famigerata Bodie, la città della violenza, con un morto ammazzato al giorno.

Anche io oggi sono andato a Bodie, una delle migliori città fantasma rimaste negli USA. Infatti da oltre mezzo secoli Bodie è completamente disabitata: ha vissuto una breve vita per neanche un secolo arrivando a contare oltre 10.000 abitanti che finito l'oro e chiuse le miniere nel tempo se ne sono andati. Sono rimasti un centinaio di edifici grandi e piccoli che restituiscono l'immagine di come era vivere nel "West".

Bodie, ghost town - Bodie State Park, Ca
In alcune case era anche possibile visitare l'interno che immagino sia verosimile.

Interno di una casa
Dopo la visita di Bodie, ho lasciato l'est della california oltrepassando la Sierra Nevada dal Tioga Pass (ad oltre 3000 metri), dentro il parco Yosemite. Il clima è ben diverso, si respira tanta pace e serenità.

Sierra Nevada dal Tioga Pass (3030 slm), Yosemite N.P.

Rimpiango di non aver (ancora) comprato un costume da bagno e di non potermi tuffare in questo bellissimo lago ad oltre 2500 metri, la cui acqua non è per nulla gelida.

Tioga Lake - Yosemite N.P.
C'erano varie persone che ci facevano il bagno ed ho ripreso un cane che andava nuotando a riprendere il bastone.

Stranamente sono scomparsi gli italiani: ho trovato tanti stranieri, ma nessun italiano. Seguono tutti il solito programma? In serata arrivo a Merced, anonima città della california che ha di buono, secondo la guida, di essere vicina a Yosemite, nel senso che si riesce a raggiungere il parco in due ore. Quindi domani mi aspettano due ore di viaggio per andare e due per tornare perché dormirò di nuovo qui. Più vicino al parco o nel parco è tutto preso.

Intanto mi sono prenotato un bellissimo albergo a San Francisco dove sarò tra tre giorni. L'oceano si avvicina.


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Pioggia e nuvole


Ecco cosa ho trovato nella valle della morte, insieme ad un caldo atroce. Per piovere ha piovuto solo pochi minuti, ma le nuvole non sono mancate.

Ma andiamo con ordine. Lascio Las Vegas alle 5 del mattino per essere presto nella valle della morte che è visitabile solo durante la prima parte della mattina o nel tardo pomeriggio. Quando sono venuto via alle 3 del pomeriggio, mentre l'auto correva nelle strade deserte, vedevo la temperatura salire.

Termometro a 120°F - 49 °C circa
Quando uscivo dall'auto, lo facevo solo per il tempo della foto del paesaggio e subito rientravo in auto. Il vento caldo ti brucia. Appaiono i famosi cartelli "Spegnete l'aria condizionata per non surriscaldare il motore".

Nella mattina invece la temperatura era più umana, intorno alle 10.30 era comunque intorno ai 40°C, ma mi ha consentito di fare le brevi passeggiate che avevo in programma. Questa volta avevo con me tanta acqua,eventualmente anche per l'auto. Purtroppo il cielo nuvoloso che mi ha accolto, ha rovinato le foto.

Badwater - 90 metri sotto il livello del mare
La prima tappa è la famosa distesa di sale "Badwater", dove in alcuni punti affiora anche dell'acqua liquida assolutamente imbevibile anche per quasi tutte le specie viventi: ce ne sono invece alcune che vivono solo lì.
Ci sono turisti stranieri ovunque, in particolare sento parlare italiano e francese. Nella distesa di sale in tanti si sono divertiti a fare scritte del tipo "Siamo stati qui".

Da lì ho proseguito per la artist drive, una strada che mostra rocce con colori unici, se ci fosse il sole. Così sembrano rocce qualsiasi. Proseguo per lo Zabrisky point, dove anni fa c'era una miniera (!).

Zabriski Point - Death Valley N.P.
Come sia stato possibile lavorare in questo posto, proprio non me lo spiego. Si ritrova un po' di fresco, e per fortuna perché iniziava ad essere mezzogiorno, al Dante's peak, la cima di una montagna a poco meno di 2000 metri.

Death Valley dal Dante's Peak
A quel punto vado al centro visitatore: questa volta non è nel solito edificio carino, ma in un container orribile. Subito accanto c'è una sorta di paesino, tutto bellino in legno, con albergo, ristorante, negozi per souvenir, campo da golf (!!), e un negozio che vendeva un po' di tutto. Mi compro della frutta e dell'acqua, pagandole un'enormità e mi riposo un'oretta in una delle sedie a dondolo che c'erano sotto il porticato.

Poi verso le 2 inizio il viaggio verso Bishop che domani mi porterà nel parco Yosemite.



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